Tra il divertimento di cimentarsi nello scrivere un libro, vi è la caratterizzazione dei vari personaggi. Io traggo ispirazione dalla vita di tutti i giorni, da un particolare visto, dalle voci che mi sono attorno, dalla mia esperienza diretta: ogni frammento di un vissuto, è la tessera di un mosaico che racconta una storia vera.
Mi piace corredare i miei personaggi, dove ogni particolare, ogni caratterizzazione aggiunta, ha una storia da raccontare, che diventa parte del loro spessore, del loro vissuto, della loro vita.
Quando ho cercato la mia musa per caratterizzare il mio protagonista maschile, volevo qualcosa di particolare che raccontasse uno spaccato importante della sua vita…e cosa c’è di più affascinante in un grande guerriero? Aneddoti di battaglie legate alle cicatrici che porta!
Tuttavia la questione mi sembrava così banale, che ho voluto che la sua cicatrice più visibile, fosse la più importante e la più…semplice.
Una cicatrice in viso, si sa, deturpa un pochino anche i visi più belli e soprattutto è impossibile da dimenticare, non solo perché sta lí a guardarci ogni volta che siamo davanti a uno specchio, ma perché il viso è continuamente espressivo, quindi in movimento: lei ci ricorda la sua presenza, in ogni istante.
Ho rispolverato due mie esperienze per trovare la giusta caratteristica: un finto labbro leporino fatto con collodio, durante una sessione di Gioco di Ruolo dal Vivo e la mia esperienza teatrale, dove, come voce narrante, dovevo enfatizzare la mia cadenza regionale che è in effetti, un difetto di pronuncia. 

Studio per caratterizzare il protagonista maschile

Una cicatrice permanente a un labbro, cambia la postura della bocca e il modo di parlare, per sempre…
Così, armata di un lembo di nastro adesivo telato ospedaliero, posto su una delle labbra superiori, ho sperimentato direttamente gli eventuali difetti di pronuncia in parole, singole lettere, durante un colloquio o una lettura ma anche come la cicatrice fosse chiamata in causa in un sorriso, in un’espressione di rabbia o tristezza, mentre si beve o si mangia…

Mi sono creata immagini e situazioni da descrivere, diverso materiale su cui scrivere, studiando l’esperienza diretta.

È nata così la cicatrice slabbrata posta al labbro superiore destro del mio protagonista maschile…ma la sua storia la leggerete tra le pagine del libro!

Serena.