Aryan Devatara
Aryan Devatara

 

 “ La mia prima vera passione, sono state tempere, pennelli, acquerelli, pastelli e il continuo pastrocchiare con la creta, ma la lettura e di conseguenza la scrittura, sono state due mie fedeli compagne sin da bambina; poco dopo, è arrivata la musica. Ricordo che a cinque anni leggevo ad alta voce ogni cosa mi capitasse sott’occhio per strada, come cartelli stradali, targhe, insegne di negozi, cartelli pubblicitari, titoli nelle edicole. A 6 anni ricevetti da mio padre il primo libro, con tante figure, ma anche parole scritte, ovviamente in grande: era un libro che parlava della preistoria ( che conservo tutt’ora! ). Il fatto che mi piacesse leggere, ha contribuito a ricevere regali in merito per Natale, compleanno, Cresima, Comunione; fu così che ricevetti Piccole Donne di Louise M. Alcott, che rimane tutt’ora uno dei miei libri preferiti, seguito da Il giro del mondo in 80 giorni, il Mago di Oz, Piccole Donne Crescono, Viaggio al centro della Terra. Quando mio padre mi regalò la leggendaria scatola rossa di Dungeons&Dragons, il mio amore per la lettura cominciò a prediligere l’ambientazione fantasy-medioevale, fatta di draghi, maghi, guerrieri e proprio lí, cominciò il lavorio della mia immaginazione riguardo la scrittura. Mio padre tentó di farmi leggere Il Signore degli Anelli di J.R. R Tolkien, ma non riuscí ad affrontarlo; mia madre provó con il Silmarillion, sempre dello stesso autore, ma anche in quel caso, naufragio. Stimolata dalla mia fantasia, cominciai a scrivere racconti, basandomi sui sogni che facevo di notte, ampliandone con l’immaginazione i particolari. Impressionata più dallo stile avventuroso e romantico, sono mi detti alla lettura di 20.000 leghe sotto i mari, I tre Moschettieri e le fiabe più famose dei Fratelli Grimm, Perrault e Andersen. A livello scolastico elementare, i miei temi erano così ricchi di fantasia, che la Maestra, me li faceva leggere ad alta voce davanti a tutta la classe, con mia somma vergogna poiché ero timidissima. In compenso, ero una zappa in matematica. Passata alle medie, con la grande materia dell’Epica, mi sono data alla lettura dei Miti antichi, delle leggende e dei libri sacri delle religioni; ho così letto I Veda, Passaggio in India, i Miti greci e nordici, la Bibbia e mio padre, ha provato nuovamente a ripropormi Il Signore degli Anelli, ma non ho potuto farcela nemmeno al secondo round. Mia madre ha allora tentato con La grotta di Cristallo e la Saga di Shannara, ma è stato un altro fallimento. Mio padre mi ha successivamente iniziato al genere horror, con Lovecraft, Bram Stoker, Mary Shelley ed Edgar Allan Poe, di cui ancora sono innamorata de “La Maschera della morte rossa “ e “ Ligeia”. La mia immaginazione ricevette da questo genere una scossa corroborante: mi detti al paranormale, all’ufologia, all’archeologia alternativa. La libreria di casa era fornitissima di questo genere, avendo libri di Aasimov, Philippe Dick e Von Daineken. A livello scolastico, l’insegnante si divertiva immensamente a leggere i miei temi e rimaneva stupita e incuriosita dalle mie schede libro: in terza media, illustrai “ Il nome della rosa “ di Umberto Eco. Fu consigliato ai miei genitori un futuro Liceo Classico o Magistrale, dato che rimanevo un caso disperato in matematica, ma io scelsi l’Istituto d’arte, troppo presa dalla bellezza dei reperti storici, dai palazzi e dalla storia che permeava certi luoghi: io sono nata e cresciuta a Ravenna. Fu proprio in questo periodo che armata di macchina da scrivere, mi cimentai a scrivere un libro, ispirato a un mio sogno: inutile dire che finì a prendere polvere, ma per me scrivere, assunse il significato di dipingere o fotografare. Al Liceo, feci le mie prime amicizie letterarie, ossia coetanei o poco più grandi, appassionati come me di lettura con cui mi dilungavo in discussioni; fu lí che la mia passione per il fantasy ebbe sfogo, non solo perché trovai altri giocatori di Giochi di Ruolo, che giocavano il giocabile, ma perché mi furono dati diversi titoli di Saghe Fantasy, di cui all’epoca mi innamorai così tanto, da farne dei rudimentali audiolibri. Lessi a ciclo continuo la Saga di Dragonlance, imparai a memoria Le Nebbie di Avalon e La Signora di Avalon e trovai l’approccio giusto per Il Signore degli Anelli. Il passaggio ai Miti Celti, Il Druidismo, La Razzia di vacche di Cooley ( Taìn bo Cuailnge ), il Paganesimo con la sua simbologia, i Tuatha dè Danann sino all’Epopea di Gilgamesh, fu spontaneo. Propedeutica fu la comprensione che alla base di ogni mitologia, leggenda o libro sacro, si intravedeva una radice comune.
“Com’è possibile?” mi chiesi.
Ecco come, nel tempo, è nato questo sito e ho continuato con la passione per la scrittura, facendo lavorare insieme cervello e immaginazione, azzardando ipotesi, cercando conferme e risposte, provando a immedesimarmi in coloro che hanno tentato di essere cronisti del loro tempo e ritraendo, tramite i racconti, le mie teorie.
Poiché per me scrivere è dipingere, è ritrarre con le parole un paesaggio, una scena, un evento, un personaggio, è fotografare, è rendere immortale un attimo che diventa eterno, componendolo di lettere invece di puntini o pixels, è comporre un’emozione su un foglio bianco, dove si susseguono le parole al posto delle note sul pentagramma.
La mia ricerca mi ha portato in molti mondi, verso molte strade, molti percorsi, portandomi molte idee, molti pensieri, molte immagini ma soprattutto, mi ha portato ad essere una persona migliore.
E di questo dico GRAZIE. “

Ogni lunga strada è composta da piccoli passi, esattamente come ogni grosso libro è composto da ogni singola pagina e ogni singola pagina è composta da frasi, e ogni singola frase, da parole. Così gli immensi deserti sono composti da granelli e le distese d’acqua sono composte da gocce.

Serena Aryan Devatara Emiliani