“Quando comincia a comparire nella mia mente l’idea di qualcosa da scrivere, prendono forma le immagini: inizialmente sono volti sfuocati, privi di caratteristiche, o voci tra il fumo confuso di un ambiente, oppure occhi che mi fissano dal vuoto. Sento il rumore di fondo, frusciare di vesti, passi su un pavimento. Lascio che l’idea corra e si materializzi nella mia testa, mentre cerco di fotografare e memorizzare tutto ciò che avviene: il mio pensiero è molto più veloce delle mie mani, prendo solo appunti degli eventi, focalizzo fotogrammi di ciò che vedo. La scena prende corpo, come un quadro prende spessore dalle luci e dalle ombre di paesaggi e personaggi, scorre davanti agli occhi della mia mente come un film e posso ascoltare i dialoghi dei protagonisti, le voci di coloro che li circondano, risate, respiri e sussurri ed ogni altro rumore della vita che continua attorno a loro, gli odori che passano e cambiano. Chiari ora sono i loro abiti, le loro movenze caratteristiche, i loro corpi, i volti; gli occhi esprimono emozioni, sensazioni e pensieri mai espressi, che io tuttavia posso udire; chiara è la stanza, il paesaggio, la luce del fuoco o di una lampada, i colori chiari del giorno o scuri delle ombre, un Sole, una Luna, i riflessi di uno specchio, il gorgoglio dell’acqua, il gelo dell’inverno, l’ululare del vento o il caldo dell’estate con il canto di grilli e cicale. Tenui o pungenti, profumi, olezzi, odori vagano tra le immagini, mescolandosi, imponendosi.
Ecco, ora, posso scrivere.
Ora, posso divenire una fedele cronista degli eventi.
Forse è questa la natura di Dio: presente ovunque, in ogni cosa creata, persino l’ uomo, che tutta sa, conosce e ode, anche ciò che non viene detto; egli sa la storia di ogni essere vivente, di ogni oggetto, il presente, il passato, il futuro. Ogni vissuto, non è altro che la sua volontà di creare, di vivere, di esprimere.
Allora Dio, è un artista, uno scrittore?
Chissà se prova come provo io, le stesse emozioni di ciò che vedo mentre creo: la rabbia, il dolore, l’imbarazzo, l’eccitazione…lacrime…sorrisi…
Ogni creatore, credo abbia una profonda empatia con ciò che ha creato, poiché vi mette se stesso: inevitabilmente, è una parte di lui.
Quanti universi, possiamo ancora vedere, esplorare, scrivere. “