Copertina del Pimandro – Edizione Atanòr.

Il Pimandro o Pimandro o Poimandres nel suo originale greco, lo si attribuisce a Ermete Trimegisto, fondatore della corrente Ermetica o Ermetismo, di cui non si è certa l’esistenza. La copia che vi illustro è edita dalla casa editrice Atanòr di Roma e presenta un’introduzione del Dr. Bonanni che ha tradotto direttamente dal greco, altri scritti all’interno del libro.
Il Pimandro è la prima parte di 14 o secondo altre fonti 17, denominato Corpus Ermeticum.
Poter dare un’identitá a Ermete Trimegisto, non è cosa facile: il suo nome ci porta ad associarlo al Dio Ermete dei Greci, Mercurio per i Romani, messaggero degli Dei, protettore dei commercianti ma anche dei ladri. Personaggio scaltro, furbo, che più di una volta ha superato in acume gli Dei olimpici. A lui si attribuiscono le conoscenze ermetiche, ossia conoscenze distribuite a pochi, quindi per una casta chiusa di eletti. Ermete Trimegisto si presume essere un’identità fittizia, una sorta di epiteto elogiativo di massima carica: Trimegisto deriva da Tris Magister, tre volte Maestro, che ne indica una sapienza completa ma gli scritti a lui attribuiti, sono riconducibili alla tarda epoca Alessandrina, declino dell’Ellenismo. Giamblico riporta che la conoscenza ermetica conta circa 20 mila scritti, oggi tutti o quasi perduti, poiché erano conservati nella Biblioteca di Alessandria, bruciata durante l’occupazione di Giulio Cesare del 48 a.C.
Non si può non notare come la prima essenza degli scritti ermetici, abbia comunque una radice egizia, di quell’antico Egitto che vedeva Thoth come conservatore e creatore della sapienza e conoscenza, donatore della scrittura e delle scienze astronomiche; anche il nome, Poimandres, racchiude un errore in lingua greca, che fa più pensare a un errore di traduzione o a un voluto identificativo, dato che viene tradotto con Pastore di uomini ( Poi-ndres ). In realtà, l’etimologia più corretta, sembra l’egiziano Peime ente re ( Conoscenza di re, dove il re sarebbe Ra, il Dio supremo della Luce ). L’Ellenismo ha avuto il pregio di poter unificare questa radice, alle più vicine filosofie greca e giudaica, unendole al concetto del primo cristianesimo, ecco perché si pensa che in realtà siano più scritti di più mani, assemblati.
Il Pimandro è arrivato in Italia attraverso un monaco che lo avrebbe ritrovato in Macedonia, portandolo in dono a Cosimo de Medici; il de Medici lo affidó a Marsilio Ficino perché ne facesse dal greco, una traduzione latina ( 1463 ). Anche se il testo è pervenuto in greco, non possiamo escludere che l’originale fosse in una lingua egizia antica, poiché in epoca Alessandrina, il greco era di uso comune; basti pensare che gli stessi vangeli erano in greco ( Evangelos: messaggio ).

ARYAN DEVATARA