Ghiaccio – Caramella – Modello

I suoi occhi color ghiaccio non la lasciavano un attimo, incuriositi dallo scartoccìo udito, dal movimento e dall’odore nuovo che sentiva nell’aria: no, non era certo questo il momento per il pisolino mattutino.
Non si era nemmeno scomposto più di tanto, arcuandosi in un lungo stiracchiamento per poi riprendere l’esatta posizione acciambellata che aveva avuto poco prima…ovviamente, si era accuratamente girato su se stesso almeno due volte, per essere sicuro che fosse la posizione migliore! Così , non si era perso niente di ciò che stava accadendo.
Ma cosa stava facendo? Che cos’era questo odore acre e forte?
-Mi stai fissando? Guardi che faccio? Pensa che io sto per fissare te…-
Una giovane donna, dalla pelle chiarissima, leggermente puntinata da lentiggini e dai corti capelli rossi, parlava al gatto che la scrutava imperterrito dal divano; armeggiava con un informe blocco di creta, cercando con avanzi di legno e un coltello seghettato, rubato a un vecchio servizio di posate, di dare una prima rudimentale forma alla materia grigiastra.
-Con un po’ di pazienza e temo, anche immaginazione, dovresti diventare tu. – gli disse, distogliendo gli occhi dall’opera nascente solo per un istante.
Il gatto annusò l’aria, percependo un nuovo odore.
-È liquirizia. È la caramella che ho in bocca. Tu non puoi mangiarla. – gli spiegò.
Il lavoro proseguí in un religioso silenzio di concentrazione…troppo silenzioso e troppo noioso!
In breve tempo, con un lungo sospiro, il gatto si riaddormentò.
-Bhe, sicuramente sei un modello eccezionale…come si dice, non muovi un pelo. –
La finestra aperta, regalava frescura alla calura estiva di un giugno anomalo; la folata di vento, spostò leggera i peli bianchi e albicocca dell’animale, che piacevolmente deliziato mugugnò, allungandosi tutto per poi girarsi, mostrando la pancia per ricevere più fresco.
La giovane donna lo guardò e sorrise.
-Gatti. – commentò, riprendendo subito a modellare la creta, rimirando il suo modello d’eccezione.