Circa in marzo del 2012, ha girato ridondante la notizia che il direttore di ricerca del CNRS, avesse trovato un fossile che il Carbonio 14 aveva datato come vecchio di 400 milioni di anni. Gli archeologi dell’Università di San Pietroburgo hanno certificato l’autenticità del fossile, ritrovato a 200 chilometri dalla cittadina di Tigil, nella remota penisola di Kamchatka, Russia. La notizia riportata su alcuni siti web, è stata praticamente snobbata ma il paleontologo Yuri Golubev ha confermato che questa scoperta ha sorpreso tutta la comunità scientifica e che può cambiare la storia. Non e la prima volta che vengono ritrovati OOPARTS sorprendenemente conservati.

Si tratta di una roccia che contiene una serie di parti metalliche. Questi pezzi sembrano formare un meccanismo ad ingranaggi che può appartenere ad un orologio o computer. La cosa sorprendente è che sono fossilizzati in una roccia non più e non meno di 400 milioni di anni.

Ipotetico fossile di Tigil, Russia.
Ipotetico fossile di Tigil, Russia.

Yuri Golubev commenta: “Abbiamo ricevuto la chiamata da parte del sindaco che ci ha detto che gli escursionisti che si trovavano nei pressi della cittadina di Tigil, hanno trovato i resti di questa roccia misteriosa e subito ci siamo trasferiti sul luogo. Inizialmente non abbiamo dato credito a quello che abbiamo visto. C’erano centinaia di rulli che sembravano formare una macchina. Si presentavano perfettamente conservati, come se fossero congelati in un breve periodo di tempo. Abbiamo dovuto sorvegliare la zona a causa di visitatori curiosi che poi si sono centuplicati. L’altro giorno ho avuto diversi gruppi di geologi americani che hanno definito il pezzo ritrovato, come un manufatto incredibile e misterioso. Quindi, nessuno poteva credere che 400 milioni di anni fa poteva essere esistito un uomo sulla Terra. In realtà le forme di vita a quel tempo erano molto semplici. Questo suggerisce molto chiaramente che gli uomini che hanno portato questo tipo di tecnología, sicuramente provenivano da altri pianeti. Forse la loro astronave si era danneggiata ed è dovuta rimanere bloccata sul nostro pianeta. Col passare del tempo probabilmente ha iniziato a sviluppare, con la loro conoscenza, una tecnologia grazie ai materiali trovati sparsi sul territorio. Si tratta forse di un computer utilizzato per calcolare un percorso, come il famoso “meccanismo di Antikythera“?.
Sulle prove finora, abbiamo trovato che i pezzi si erano fossilizzati in un breve periodo di tempo. Questo frammento cadde in un pantano e quindi si fossilizzato a causa di un cataclisma forte.
Negare l’esistenza della tecnologia nel passato è un grave errore, perché l’evoluzione non è lineare.”

Senza dubbio, ciò che la notizia riporta di sconvolgente, è che all’interno della pietra fossile, erano incastonati delle forme simili a ingranaggi, che ricordano molto il macchinario di Antikythera. Il fatto poi che sia datato a 400 milioni di anni, ha fatto esplodere i siti di tutto il mondo che aderiscono all’idea della visitazione aliena sulla Terra. Tuttavia, basta poco. Basta prendere la foto che viene riportata, metterla su Google e si vedrà che si apre un archivio di Wikimedia che descrive la foto come Fossile Laudonomphalus regularis.

Fossile Laudonomphalus regularis
Fossile Laudonomphalus regularis

In merito vi è una analisi specifica di Giuseppe di Stadio “La strana forma e la composizione chimica, hanno incuriosito migliaia di ricercatori e di addetti ai lavori, che si sono attrezzati per raggiungere il sito nel minor tempo possibile…Ma credo proprio che questa volta, i paleoarcheologi, gli archeologi, e soprattutto gli ufologi dovranno staccare un biglietto aereo per una nazione diversa dalla fredda Russia. Infatti il reperto, protagonista di una segnalazione ormai datata fine 2010, non è assolutamente un fossile sconosciuto, da inserire nella lunga lista degli OopArt, e soprattutto, nei suoi lunghi 400.000 anni di storia, non ha mai conosciuto il freddo gelido della regione russa. Infatti il rotrovamento originale risale a diversi anni fa. Ricercatori dell’Istituto Nazionale di Archeologia di Toledo, in Spagna, durante una campagna di scavi proprio in prossimità della città iberica portarono alla luce un blocco di pietra, interamente ricoperto di fossili, a prima vista riconducibili alla famiglia delle Ammoniti. Il reperto fu successivamente trasferito nel Musée d’Histoire Naturelle de Lille, in Francia, dove attualmente è ancora in fase di analisi, ma possiamo già annotare interessanti risultati morfologici e chimici della sua composizione originale. Dagli studi sul fossile eseguiti fino ad oggi risulta che si tratta di un raro ma possibile processo di fossilizzazione. Nel caso specifico abbiamo un chiaro esempio di “resti sostituiti”, ovvero Molti tipi di fossili non sono più composti dal materiale originale che costituiva l’organismo o parte di esso, di cui hanno comunque conservato l’aspetto.

Chi infatti un pochino ha occhio riguardo i fossili, si è accorto già dalla foto che il fossile non presenta i cosiddetti ingranaggi come metallo ossidato o consumato, come si nota in altri ritrovamenti, ma di veri e propri ingranaggi di pietra. Per chi sa come avviene la fossilizzazione dell’organico, sa che la sedimentazione, la pressione, la temperatura, il tempo, fanno sì che l’organismo vivente diventi pietra a tutti gli effetti. ( vedi gli alberi pietrificati ). Inoltre, basta paragonare la foto della presunta macchina con altri fossili simili, e si vedrà una notevole somiglianza. Infine, basta andare sul sito ufficiale dello scopritore: io credo che se avesse davvero scoperto una macchina di 400 milioni di anni, si sarebbe fatto una certa pubblicità, anche perchè una scoperta simile potrebbe decisamente cambiare il corso della storia dell’uomo. Quindi chi ha montato la notizia, non si è davvero disturbato più di tanto.

Ciò non significa che io non creda alla teoria aliena o che vi possano essere nel passato tecnologie che consideriamo fuori tempo perchè avanzate persino per noi e i nostri giorni, ma io credo sia necessario discernere tra ciò che vogliamo che sia vero a ogni costo e quindi crediamo a tutto ciò che supporta la nostra idea, e ciò che veramente E’. Non abbandoniamo le nostre idee, ma non facciamoci schiavizzare da esse. 

Aryan Devatara